MEMORIA VIVA
Una comunità non finisce quando una famiglia parte
Chi vive lontano dall’Abruzzo porta spesso con sé nomi, ricette, fotografie, racconti di paese e domande rimaste aperte.
A volte basta poco per riaprire un legame: un cognome, una strada, un prodotto, una storia o qualcuno che conosce lo stesso luogo della propria famiglia.
Qui memoria, comunità, nuove generazioni e territorio possono tornare a parlarsi.
PRIMI FILI
Da dove può ripartire un legame
Paesi nominati in famiglia
Un paese, una contrada, una strada o una casa ricordata a distanza possono diventare il primo punto di ritorno.
Memorie condivise
Fotografie, ricette, documenti e racconti familiari aiutano altri a riconoscere un’origine simile.
Nuove generazioni
Figli, nipoti e giovani oriundi possono riaprire il dialogo con domande semplici e nuove.
Relazioni che continuano
Un viaggio, un incontro o una collaborazione possono nascere da una memoria rimessa in movimento.
IL PRIMO PONTE
Schiavi di Abruzzo e Paraguay: il primo ponte
Il primo racconto parte da un legame preciso: Schiavi di Abruzzo e la comunità abruzzese in Paraguay.
Per chi vive lontano, un paese può restare vivo nei cognomi, nelle fotografie, nei piatti di famiglia, nelle feste e nei racconti di chi è partito.
Qui quel legame diventa una soglia: non solo memoria, ma comunità che continua e parla anche alle generazioni nate fuori dall’Abruzzo.
UNA VOCE DAL PARAGUAY
Anna Fantilli Cirulli: da Schiavi di Abruzzo ad Asunción
Nel 2015 Rai Italia ha incontrato ad Asunción Anna Fantilli Cirulli, presidente dell’Associazione degli Abruzzesi in Paraguay e originaria di Schiavi di Abruzzo.
L’intervista ripercorre il viaggio compiuto con la famiglia verso il Paraguay e restituisce una testimonianza diretta del legame rimasto vivo con il paese d’origine: un documento d’archivio che aggiunge una voce concreta al ponte tra Schiavi e la comunità abruzzese in Paraguay.
Il contenuto è ospitato nell’archivio esterno di Rai Italia.
UN LEGAME DA INCONTRARE
Il gemellaggio comincia quando le persone si riconoscono
Il gemellaggio culturale simbolico tra Schiavi di Abruzzo e la comunità abruzzese in Paraguay rende visibile un legame già vivo nelle famiglie, nei ricordi e nei nomi dei paesi tramandati a distanza.
Può prendere vita in un saluto, in una testimonianza, in una fotografia riconosciuta o in una domanda fatta da un giovane. Così il gemellaggio diventa relazione: persone che si cercano, comunità che si parlano, territorio che torna vicino.
NUOVE GENERAZIONI
Le radici diventano vive quando qualcuno fa una domanda nuova
Per molti giovani nati fuori dall’Abruzzo, l’origine familiare è una parola ascoltata a casa, una ricetta, un cognome, una curiosità.
Non serve una memoria perfetta: basta una domanda, una foto, un breve racconto o un dettaglio capace di avvicinare una storia familiare all’Abruzzo di oggi.
Una domanda alla famiglia
Un paese, un nome, una ricetta o una parola in dialetto possono far ripartire una storia.
Una voce da condividere
Un testo, un audio o una foto possono aiutare altri giovani a riconoscersi nello stesso percorso.
Un ponte con l’Abruzzo di oggi
Le radici possono parlare anche di studio, lavoro, viaggi, saper fare e relazioni con chi vive oggi il territorio.
Ambasciatori Junior: domande che aprono ponti
Un piccolo percorso può nascere da una domanda ai nonni, una foto di famiglia, una ricetta, una parola in dialetto o un paese da cercare sulla mappa.
Ricette, musica, tradizioni, saper fare e racconti familiari possono diventare occasioni leggere per far incontrare giovani, comunità e territorio, anche a distanza.
DOMANDE UTILI
Sei domande da cui partire
Una comunità può ripartire da una domanda semplice: un paese, una ricetta, una foto, una parola in dialetto o la curiosità di capire che cosa l’Abruzzo può significare oggi.
Da dove parte la nostra storia?
Qual è il paese, la contrada, la casa, il cognome o il racconto da cui parte il legame con l’Abruzzo? Anche una risposta incompleta può diventare il primo passo per ritrovare un filo.
Quale memoria è rimasta nei gesti di ogni giorno?
Una ricetta, una festa, una canzone, una parola in dialetto o un gesto imparato in famiglia possono raccontare molto. Non devono diventare lezioni: possono restare frammenti vivi, facili da condividere.
Che cosa vorrebbero chiedere i giovani all’Abruzzo di oggi?
Le nuove generazioni possono chiedere che cosa resta delle radici, che cosa si può visitare, che cosa si può imparare e quale rapporto può nascere con l’Abruzzo di oggi.
Studio, lavoro, impresa: che cosa possiamo imparare l’uno dall’altro?
Le radici possono parlare anche di futuro: studio, lavoro, competenze, impresa, creatività e relazioni tra paesi diversi. Quali idee potrebbero tornare utili all’Abruzzo?
Che cosa raccontano prodotti, imprese e saper fare?
Le radici vivono anche in un olio, in un vino, in una ceramica, in una bottega o in una famiglia che continua a lavorare nel territorio. Quali realtà possono diventare ponti tra comunità, viaggio e prodotti autentici?
Che cosa può nascere da una storia condivisa?
Una memoria può aprire un viaggio. Un viaggio può aprire un incontro. Un incontro può diventare collaborazione, racconto, ritorno o attenzione nuova verso un prodotto, una comunità o un territorio.
ABRUZZESI NEL MONDO
Il primo ponte è il Paraguay. Il racconto può arrivare più lontano.
Il primo ponte nasce da una comunità concreta, ma può parlare anche a chi conserva un legame con l’Abruzzo in Sud America, Nord America, Europa, Australia e altrove.
Ogni contributo aggiunge una geografia: un paese d’origine, un’associazione, una memoria familiare, una storia di ritorno, una competenza nata lontano e ancora collegata al territorio.
DAL RICORDO ALLE RELAZIONI
Quando una comunità si riconosce, può nascere qualcosa di concreto
Una comunità viva può generare viaggi, incontri, ritorni, collaborazioni e nuove attenzioni verso il territorio.
Per le famiglie
Ritrovare nomi, luoghi e ricordi che aiutano a dare forma alla propria storia.
Per i territori
Far emergere comunità, paesi e saperi locali attraverso storie vive, non vetrine anonime.
Per le associazioni
Dare continuità digitale a memorie, materiali, incontri e relazioni costruite nel tempo.
Per nuove relazioni
Aprire possibilità di viaggio, ritorno, collaborazione e dialogo tra Abruzzo e comunità nel mondo.
CONTINUA IL VIAGGIO
Dalla comunità ai luoghi, dalle storie al territorio
Una comunità apre la porta. Da qui puoi continuare verso le storie raccolte, il racconto dell’Abruzzo, il saper fare locale e gli approfondimenti territoriali collegati.
Scrivici
Condividi una storia, una memoria o un legame con una comunità abruzzese nel mondo.
Puoi inviare fotografie, ricordi, nomi di paesi, ricette, domande, testimonianze o segnalazioni di associazioni e comunità legate all’Abruzzo. Anche un dettaglio può aiutare qualcuno a ritrovare un filo.
Memorie
Fotografie, racconti e ricette.
Giovani
Domande, voci e contributi.
Comunità
Associazioni, reti e territori.
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IL PROGETTO
Abruzzo Connections nasce nell’ambito del progetto “Radici che Uniscono”, promosso dall’Associazione degli Abruzzesi in Paraguay e realizzato con il supporto del CRAM – Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo / Regione Abruzzo. CUP: C74H25000280009.
Crediti fotografici: Marco Cirulli, Daniele Mauro, Angelo Ninni, Onayer Rosa Garrido e Giampaolo Di Biase
© 2026 Associazione degli Abruzzesi in Paraguay — Abruzzo Connections.
Tutti i diritti riservati, salvo i materiali attribuiti ai rispettivi autori e titolari.
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