ABRUZZO · CASTELLI · CERAMICA

Castelli: la ceramica come saper fare vivo

Un impasto d’argilla, una forma, un pennello. A Castelli l’identità abruzzese prende corpo in oggetti che custodiscono conoscenze, gesti e immaginazione. La ceramica è patrimonio da leggere, ma anche un lavoro che continua nelle botteghe di oggi.

Decorazione a mano di un piatto in ceramica

Castelli e il saper fare abruzzese

Ai piedi del Gran Sasso, in provincia di Teramo, Castelli è uno dei luoghi in cui il saper fare abruzzese diventa più riconoscibile. La sua tradizione ceramica lega il borgo a una storia di produzione, decorazione e trasmissione del mestiere che attraversa i secoli.

Un piatto o un vaso raccontano più della loro funzione: portano con sé un modo di osservare, scegliere i colori e dare forma alla materia. Per chi cerca un legame con l’Abruzzo, anche un oggetto può aprire una strada verso il territorio e le persone che lo abitano.

Dall’argilla alla decorazione

Preparare l’argilla, modellare, smaltare, decorare e cuocere: la ceramica nasce da una sequenza di lavorazioni in cui ogni passaggio richiede attenzione. Nella maiolica, la superficie smaltata accoglie il colore e il disegno; forme, pennellate e cotture rendono visibile un sapere che non si esaurisce nel prodotto finito.

Il Museo delle Ceramiche di Castelli conserva opere che permettono di leggere diverse stagioni di questa produzione. Il soffitto in maiolica della chiesa di San Donato mostra quanto la ceramica appartenga anche alla memoria dei luoghi. Sono punti di partenza per riconoscere il rapporto tra patrimonio artistico e cultura del lavoro.

Approfondire il patrimonio: Museo delle Ceramiche di Castelli · Chiesa di San Donato.

Un sapere che continua in bottega

La tradizione resta viva quando qualcuno la pratica, la insegna e la interpreta. Nelle botteghe di Castelli il rapporto tra materia, forme e decorazione continua attraverso il lavoro di artigiani contemporanei: osservare un gesto, ripeterlo e affinare una tecnica significa anche trasmettere una conoscenza.

Continuità non significa immobilità. Accanto ai riferimenti della tradizione trovano spazio sensibilità personali, oggetti d’uso e nuove scelte decorative. È in questo dialogo che il patrimonio diventa cultura produttiva contemporanea.

Tre realtà di Castelli su MAVIVO Experience

Le schede pubblicate su MAVIVO offrono tre accessi concreti al lavoro ceramico contemporaneo di Castelli. Ogni realtà conserva la propria storia e il proprio linguaggio.

Ceramiche decorate della bottega Ceramiche Simonetti a Castelli

Ceramiche Simonetti

Una bottega familiare in cui la lavorazione e la pittura a mano accompagnano il passaggio del sapere tra generazioni. Argilla, forme e decorazione rendono leggibile il legame con Castelli.

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Ceramiche nello showroom IDEART di Antonio Di Francesco a Castelli

IDEART — Antonio Di Francesco

Il laboratorio di Antonio Di Francesco segue la lavorazione dalla forma alla decorazione, mettendo in dialogo riferimenti storici e oggetti contemporanei, anche destinati all’uso quotidiano.

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Giuseppe Mercante al lavoro nella bottega Arte Ceramica a Castelli

Arte Ceramica — Giuseppe Mercante

Il lavoro di Giuseppe Mercante porta al centro la decorazione a mano e l’attenzione al singolo pezzo: un percorso personale dentro la continuità della ceramica castellana.

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La valorizzazione di alcune delle realtà contemporanee presenti in questo percorso si inserisce anche nel lavoro sviluppato con CNA Turismo e Commercio Abruzzo per dare maggiore visibilità al saper fare e alle imprese del territorio.

Dal racconto territoriale all’incontro

Abruzzo Connections racconta Castelli come parte del patrimonio e del saper fare abruzzese. MAVIVO Experience offre un accesso alle schede delle realtà contemporanee e alle informazioni utili per approfondire il rapporto con chi produce.

Il percorso Castelli Ceramics, dentro Abruzzo Roots, raccoglie queste realtà in un unico punto di accesso. La presenza di una scheda non equivale a una visita già prenotabile: modalità, aperture e disponibilità vanno confermate attraverso MAVIVO e le singole botteghe.

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Continuare il racconto nei percorsi di esperienza in Abruzzo.

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IL PROGETTO

 
Abruzzo Connections nasce nell’ambito del progetto “Radici che Uniscono”, promosso dall’Associazione degli Abruzzesi in Paraguay e realizzato con il supporto del CRAM – Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo / Regione Abruzzo. CUP: C74H25000280009.
Crediti fotografici: Marco Cirulli, Daniele Mauro, Angelo Ninni, Onayer Rosa Garrido e Giampaolo Di Biase
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