ABRUZZO BEHIND THE SCENES

L’organo di Schiavi di Abruzzo: il restauro di San Maurizio

Nel 2011 la Fabbrica d’organi Inzoli-Bonizzi restaurò l’organo della chiesa di San Maurizio a Schiavi di Abruzzo, in provincia di Chieti. Lo strumento, indicato come del 1795 e attribuito alla famiglia organaria D’Onofrio, non era funzionante al momento dello smontaggio. Le fotografie e la documentazione tecnica permettono di seguire il restauro che lo riportò al rimontaggio e all’accordatura nella sua chiesa.

Vedi il restauro
Dettaglio della cassa e delle canne di facciata dell’organo di San Maurizio a Schiavi di Abruzzo dopo il restauro del 2011

Dettaglio della cassa e delle canne di facciata dopo il restauro, 2011.
Foto: INZOLI CAV. PACIFICO E F. DI BONIZZI F.LLI

Abruzzo Behind the Scenes racconta persone, lavorazioni e saperi dietro il patrimonio e le attività del territorio. Questa storia entra nel lavoro di restauro di uno strumento musicale storico.

Le immagini documentano il restauro del 2011: non sono fotografie dello stato attuale dell’organo.

Interno dell’organo di San Maurizio a Schiavi di Abruzzo prima del restauro del 2011

L’interno dello strumento prima del restauro, 2011.
Foto: INZOLI CAV. PACIFICO E F. DI BONIZZI F.LLI

Prima del restauro: uno strumento che non suonava

Alla prima ricognizione l’organo presentava canne mancanti o danneggiate, depositi di polvere e parti lignee attaccate dai tarli. Riguardo al sistema di alimentazione dell’aria, rimanevano i resti di un mantice. La tastiera aveva coperture non originali in plastica, appoggiate sulle leve antiche.

Queste condizioni sono descritte nella relazione della Fabbrica d’organi Inzoli-Bonizzi, che accompagna le immagini con rilievi e inventari. È il punto di partenza per capire quali parti conservare, restaurare o ricostruire.

In laboratorio: conoscere lo strumento, poi intervenire

Prima e durante lo smontaggio furono eseguiti rilievi e fotografie. Le parti vennero poi imballate e trasferite nel laboratorio di Ombriano di Crema.

Il lavoro comprendeva anche ciò che normalmente rimane nascosto: somieri, condutture dell’aria, canne interne e trasmissioni. I somieri sono le strutture che distribuiscono l’aria alle canne; le trasmissioni collegano i comandi dell’organista ai meccanismi dello strumento. Il loro restauro era parte del recupero della funzionalità dell’organo.

Tastiera dell’organo di San Maurizio durante i lavori di restauro del 2011

La tastiera durante la lavorazione, 2011.
Foto: INZOLI CAV. PACIFICO E F. DI BONIZZI F.LLI

Tastiera dell’organo di San Maurizio dopo il restauro del 2011

La tastiera dopo il restauro, 2011.
Foto: INZOLI CAV. PACIFICO E F. DI BONIZZI F.LLI

Canne, tastiera e mantici: il restauro nei dettagli

Le canne

Le canne metalliche furono inventariate, misurate e pulite; ammaccature e tagli vennero riparati. Quelle mancanti furono ricostruite. Anche le canne di legno richiesero pulitura, consolidamento e integrazione delle parti deteriorate.

La tastiera

Le coperture dei tasti furono ricostruite in bosso per i diatonici e in ebano per i cromatici, con una forma ripresa dai modelli D’Onofrio. La relazione documenta anche gli interventi sulla pedaliera e sui collegamenti meccanici.

L’alimentazione dell’aria

Fu restaurato il mantice superstite e ne venne costruito un altro a cuneo, a cinque pieghe, in copia di quello esistente. Vennero ripristinati l’azionamento manuale e le condutture; fu inoltre installato un elettroventilatore per alimentare lo strumento.

Canne interne dell’organo di San Maurizio dopo il restauro del 2011

Le canne all’interno dello strumento dopo il restauro, 2011.
Foto: INZOLI CAV. PACIFICO E F. DI BONIZZI F.LLI

Sistema dei mantici dell’organo di San Maurizio dopo il restauro del 2011

Il sistema dei mantici dopo il restauro, 2011.
Foto: INZOLI CAV. PACIFICO E F. DI BONIZZI F.LLI

Il ritorno a San Maurizio

Dopo le verifiche in laboratorio, le parti restaurate tornarono a Schiavi di Abruzzo. Lo strumento fu rimontato nella chiesa di San Maurizio, con il ripasso dell’intonazione e l’accordatura generale descritti nella relazione finale del 20 settembre 2011.

Il racconto segue quell’intervento documentato. Per conoscere le condizioni attuali dell’organo o eventuali occasioni di ascolto servono informazioni aggiornate dalla comunità locale.

Un patrimonio da capire, anche a distanza

Per chi vive a Schiavi e per chi conserva un legame con il paese dall’estero, conoscere questi passaggi offre un altro modo di avvicinarsi a San Maurizio. Le immagini mostrano la competenza e il lavoro necessari a prendersi cura di un patrimonio: anche le parti che, una volta concluso il restauro, tornano a essere nascoste.

Leggi altre storie

Fonti e crediti

Fonte principale: Inzoli-Bonizzi, Relazione finale dei lavori di restauro dell’organo di autore anonimo – 1795 (attribuito alla Famiglia organaria D’Onofrio) della chiesa S. Maurizio in Schiavi d’Abruzzo (CH), Crema, 20 settembre 2011. Riferimenti: relazione storica, p. 4; stato prima dello smontaggio, p. 10; lavori di restauro, pp. 12-14. Numerazione interna del documento.

L’attribuzione alla famiglia D’Onofrio è riportata come tale nella fonte, non come identificazione certa dell’autore.

Fotografie del 2011: INZOLI CAV. PACIFICO E F. DI BONIZZI F.LLI; Materiali forniti da Inzoli-Bonizzi. Testo e adattamento editoriale: Abruzzo Connections.

La fabbrica d’organi Inzoli-Bonizzi

ABRUZZO CONNECTIONS

From Roots to Relationships
Uno spazio digitale per connettere Abruzzo, comunità abruzzesi nel mondo, storie, territori, esperienze e saper fare.

LINK RAPIDI

 
 

IL PROGETTO

 
Abruzzo Connections nasce nell’ambito del progetto “Radici che Uniscono”, promosso dall’Associazione degli Abruzzesi in Paraguay e realizzato con il supporto del CRAM – Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo / Regione Abruzzo. CUP: C74H25000280009.
Crediti fotografici: Marco Cirulli, Daniele Mauro, Angelo Ninni, Onayer Rosa Garrido e Giampaolo Di Biase
© 2026 Associazione degli Abruzzesi in Paraguay — Abruzzo Connections.
Tutti i diritti riservati, salvo i materiali attribuiti ai rispettivi autori e titolari.