MEMORIA, LAVORO, COMUNITÀ
Un archivio familiare racconta ciò che una comunità costruisce
La storia raccolta da Polly Corvaia non è soltanto una genealogia. La partenza da Schiavi di Abruzzo si intreccia con le miniere della Pennsylvania, il lavoro industriale, la formazione, un’impresa familiare, la cucina, l’orto, la sartoria e la vita associativa di Reading.
Le fotografie scattate nel 1951 aggiungono un altro livello al racconto: mostrano persone e luoghi di Schiavi, attraversano l’oceano e riemergono da una valigia dopo più di settant’anni.
QUATTRO PASSAGGI
Dalla partenza alle fotografie ritrovate
PARTIRE PER COSTRUIRE
Dalle miniere della Pennsylvania a una nuova casa
Alfonso “Fons” Tucci nacque a Schiavi nel 1893. A dodici anni si trasferì a Roma, dove lavorò come stalliere; nel 1913 emigrò negli Stati Uniti e trovò lavoro nelle miniere di carbone dell’area di Tamaqua, in Pennsylvania.
Dopo il servizio nell’esercito americano tornò in Italia e sposò Angiolina Masciotta. Ripartì quindi per gli Stati Uniti per lavorare e preparare l’arrivo della famiglia. Angiolina e il figlio Umberto lo raggiunsero nel 1927.
La loro storia mostra il lato concreto della migrazione: lavoro, separazioni, nuove partenze e la costruzione paziente di una continuità familiare tra Schiavi e Reading.
LAVORO, FORMAZIONE, IMPRESA
Dal lavoro industriale all’impresa familiare
Umberto Tucci, nato a Schiavi nel 1923 e cresciuto a Reading, lasciò presto la scuola per lavorare. Prima del servizio nella Marina statunitense fu impiegato presso Orr & Sembower, un’impresa manifatturiera della città.
Dopo la guerra studiò chimica all’Albright College, insegnò scienze e conseguì un master alla Temple University. Negli anni Cinquanta e Sessanta gestì con il fratello Angelo Keystone Furnace, attività specializzata nell’installazione e nella riparazione di impianti di riscaldamento.
L’attività passò anche alla generazione successiva. Umberto sviluppò inoltre una carriera nel settore immobiliare, partecipò alla vita scolastica della città e fu presidente della Beneficial Society Victor Emmanuel II.
Industria
Il primo lavoro nella manifattura di Reading.
Formazione
Chimica, insegnamento e responsabilità civica.
Impresa
Competenze tecniche trasmesse tra generazioni.
I SAPERI CHE TENGONO INSIEME UNA COMUNITÀ
Cucina, orto e sartoria come cultura produttiva quotidiana
Michelina Ciampini, originaria di Ascoli Piceno, sposò Umberto nel 1951 e si trasferì a Reading. Imparò l’inglese frequentando corsi serali e prese parte alla vita politica e comunitaria della città.
Lavorò nella cucina della Beneficial Society Victor Emmanuel II e nel reparto gastronomia di Ciotti’s Grocery Store. Cucinava per la famiglia e per il vicinato; con Umberto coltivava e conservava frutta e verdura; era inoltre una sarta esperta, conosciuta anche per le riparazioni e gli abiti realizzati per altre persone.
Queste competenze non sono soltanto ricordi domestici. Sono saperi concreti che producono autonomia, cura, servizi e relazioni, e che permettono a una cultura familiare di attraversare le generazioni.
Cucina
Pasti condivisi, lavoro nella comunità italiana e attenzione concreta al vicinato.
Orto e conserve
Coltivare, conservare e ricominciare ogni primavera per sostenere la famiglia.
Sartoria
Abiti, riparazioni e una competenza riconosciuta e condivisa con altre famiglie.
LE FOTOGRAFIE CHE SONO TORNATE A CASA
Un viaggio del 1951, una valigia, una memoria ritrovata
Nel 1951 Umberto tornò in Italia e sposò Michelina. Durante il viaggio fotografò la moglie, i familiari e gli abitanti di Schiavi, lasciando una testimonianza rara della vita del paese in quegli anni.
La pellicola attraversò l’oceano, fu sviluppata negli Stati Uniti e le fotografie rimasero conservate in una valigia per più di settant’anni. Riscoperte nel 2025, oggi tornano a collegare volti, luoghi e generazioni.
1951 → 2025
Dallo scatto a Schiavi alla riscoperta dell’archivio familiare in Pennsylvania.
CREDITI E FONTI
Storia e archivio fotografico: materiali condivisi da Polly Corvaia e dalla famiglia Tucci.
Testo editoriale: Abruzzo Connections, sulla base delle memorie e dei documenti familiari messi a disposizione per il progetto.
Le informazioni sono state sintetizzate per costruire un racconto leggibile e rispettoso delle fonti.
Una storia aperta
Ogni archivio familiare può aiutare una comunità a riconoscere persone, luoghi, mestieri e saperi che rischiano di andare perduti.
CONTINUA IL RACCONTO
Dalla famiglia Tucci alle altre storie d’Abruzzo
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IL PROGETTO
Abruzzo Connections nasce nell’ambito del progetto “Radici che Uniscono”, promosso dall’Associazione degli Abruzzesi in Paraguay e realizzato con il supporto del CRAM – Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo / Regione Abruzzo. CUP: C74H25000280009.
Crediti fotografici: Marco Cirulli, Daniele Mauro, Angelo Ninni, Onayer Rosa Garrido e Giampaolo Di Biase
© 2026 Associazione degli Abruzzesi in Paraguay — Abruzzo Connections.
Tutti i diritti riservati, salvo i materiali attribuiti ai rispettivi autori e titolari.
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